Perdonare

Due parole sul perdono non guastano mai, perché è un tema che tocca tutti, in momenti diversi, in maniera diversa.

Qualcosa accade che secondo noi è in ingiusto, ci sentiamo feriti, arrabbiati, frustrati. Le possibilità sono due: restare attaccati al diritto al risarcimento, o stare bene, con un cuore leggero.
Le emozioni si muovono rapidamente nel corpo (a parte la tristezza che necessita di tempi a volte molto lunghi), devono fluire arrivando al picco di quel momento, per poi calare. Non dovrebbero mai trovare un terreno senza argini, ma sempre un corpo che può osservarle con presenza, senza farsi invadere, cosa che si può imparare con una pratica costante e quotidiana sul sentire. Senza pratica e volontà è assai difficile che accada, secondo la mia opinione ed esperienza.
Quando c’è un tema emotivo, un copione, che si accende rispetto a un evento per cui ci sentiamo lesi sono importanti due cose: iniziare a sentire con quale copione stiamo risuonando, ed elaborare le emozioni conflittuali, lasciarle scorrere per fare spazio al vuoto. Notare le volte in cui scatta il mentale e iniziamo a rimuginare, e ritornare presenti. Osservare i pensieri: già questo è molto importante. Io per esempio quando rimugino dico ad alta voce la parola “spazio” o “vuoto”: è un mio modo personale per ritornare in presenza, voi potete trovare i vostri.
Noi possiamo mantenere una nostra opinione su qualcuno o su qualcosa avendo però un assetto emotivo energetico diverso, che sia salutare per noi e non nocivo, che non ci risucchi energia vitale, che non si porti dietro insonnia, mal di pancia, mal di testa, gastriti etc…. Probabilmente saranno necessari più momenti in cui le emozioni o i pensieri conflittuali emergeranno, e in cui avremo la possibilità di scegliere ciò che è meglio per noi: essere disponibili al sentire quando arriva un’onda emotiva, ascoltare il corpo… Possiamo farlo anche mentre cantiamo una canzone o mentre facciamo degli esercizi, un nostro movimento creativo.
Perdonare è sempre impegnativo, si dice che perdono voglia dire “il massimo del dono”. Ti perdono non perché sono migliore di te, ma esco dal giudizio, e so che tutto ciò che mi accade ha un senso, che forse la mia mente non può comprendere nell’immediato, ma mi affido a restare aperto ai significati, alle risonanze, al potermi muovere con posizioni diverse rispetto al sentire. Evolvere è anche questo.
Io lavoro su questi temi da anni, eppure capita anche a me di dover affrontare le mie emozioni conflittuali e scegliere: so quanto il ruminaggio mentale mi allontani “dall’adesso”, e mi faccia sentire frammentata. Osservo il gioco con attenzione, con presenza, cerco con umiltà di muovermi nella matrice, dandomi il sostegno e il riconoscimento che mi serve, attingendo alla mia energia femminile, cercando di restare sempre aperta al senso più grande delle cose.
Il mio consiglio è provate nelle piccole cose, per poi essere preparati su temi più impegnativi.
Una sola persona in armonia è in grado di cambiare l’ambiente intorno a sé.
Buona giornata

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