Buon 2021


Oggi è la giornata giusta per esprimere i desideri, per connettersi ai propri intenti, per ritirarsi un po’ di tempo nel silenzio e stare in ascolto di quello che davvero ci sta a cuore.

Come tutti i guerrieri della storia che prima delle battaglie si ritiravano nel silenzio della natura per ritrovare la piena centratura, l’equilibrio, proviamo a farlo anche noi. Ogni passaggio di anno è in fondo un giorno qualunque, ma è anche un rito simbolico. E i rituali sono molto preziosi per una parte di noi..

Ieri abbiamo fatto una pratica insieme in cui abbiamo reso sacro ciò che è stato perché in ogni caso parte del nostro viaggio, e poi abbiamo cavalcato la potenza del cervello del cuore per sentire con ancora più forza i nostri intenti, forti della presenza del gruppo.

Quest’anno che oggi si conclude ci ha portati secondo me ad essere più in contatto con la nostra vulnerabilità, che è una cosa meravigliosa. La vita spesso ci porta ad inserire una specie di pilota automatico grazie al quale facciamo tante cose, abbiamo tanti incontri, ma poi se abbiamo l’ansia cerchiamo l’ansiolitico, se abbiamo dei sintomi subito cerchiamo di metterli a tacere, in un’ottica di scarso ascolto. C’è poco contatto. Cerchiamo fuori le risposte che dovremmo cercare dentro, e ci aspettiamo che i professionisti ci diano loro le risposte che non riusciamo a trovare, quando magari è semplicemente quella domanda che ci porta fuori strada, o la pretesa di avere delle risposte che ci blocca nella stasi.

Credo che tra i doni di bellezza collaterale di questo 2020 ci sia proprio il riportare lo sguardo dentro, capire concretamente che tutto è uno scambio di pieni e di vuoti, un continuo gioco di opposti che oscillando si compensano. Più si da più si riceve, più si è fermi e più si è spenti, più ci preserviamo dalle emozioni, dalla vita nel suo fluire e meno forza vitale circola in noi.

Più cerchiamo la stabilità e più la vita ce la toglie, è un continuo equilibrio in cui fa la differenza la profonda consapevolezza che abbiamo di noi, quanto sappiamo ascoltare le nostre parti “invisibili” che parlano soprattutto attraverso il corpo e le sincronicità.

In tanti mi avete seguito in un viaggio che ci ha visto virtualmente insieme in cui abbiamo trovato la bellezza della fragilità, il mistero dell’incertezza, che è parte fondamentale del nostro “essere umani”, la capacità di trasformare attraverso l’arte o attraverso il corpo tutto ciò che proviamo. La via della gioia passa attraverso la bellezza.. E’ stato bello essere artisti, trovare un mezzo attraverso cui potersi esprimere non con la mente, ma con l’anima. In tanti hanno accelerato il loro processo di cambiamento.

L’oracolo di Delfi diceva “conosci te stesso”: se alla base della vita c’è questo mistero, se tutto ci riporta lì, certamente quest’anno abbiamo avuto la possibilità di sbirciare meglio oltre i veli…

Auguro a tutti di far tesoro di ciò che è stato, e di guardare avanti con questo nuovo equilibrio, come la fenice che rinasce dalle proprie ceneri. Non si può tornare a prima, c’è bisogno di cambiamento, di evoluzione, di trasformazione, di flusso continuo di dare e di ricevere. Il mondo ha bisogno di gente che gioisce, consapevole dei propri talenti, della propria unicità. Ogni giorno quando ci svegliamo è un nuovo inizio: cerchiamo cosa ci da gioia, la bellezza, lo scambio con gli altri nella grande rete invisibile in cui siamo immersi. Più diventiamo noi l’amore per la vita e più ne saremo ricambiati 😉
Vi abbraccio e brindo insieme a voi 🙂

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